“Ogni amico rappresenta un mondo dentro di noi, un mondo che non sarebbe eventualmente nato senza il suo arrivo, ed è solo grazie a questo incontro che nasce un nuovo mondo”



Con queste bellissime parole Anaïs Nin ci da la sua definizione di amicizia ovvero quella di un piccolo, grande mondo che nasce, ad ogni età ed in ogni luogo.
Questa frase ci è piaciuta a tal punto che abbiamo pensato di riportare ciò che vediamo quotidianamente qui all’ Istituto “La Provvidenza” di Busto Arsizio.

Non ci siamo quindi lasciati scappare nemmeno un secondo ed abbiamo intervistato, come delle vere e proprie star, Renata e Germana, due anziane che vivono al primo piano del nostro Istituto presso il reparto Monsignor Tettamanti: le loro vite si sono incontrate ed intrecciate proprio qui a Busto Arsizio, tra le mura de “La Provvidenza”.

A voi, quindi, un’intervista che fa bene al cuore.

– Quando e in che modo vi siete conosciute?

G: «Ci siamo conosciute qui, a “La Provvidenza”, abbiamo incominciato a parlare e…»
R: «… E in lei ho trovato un’amica. È stata “La Persona” con cui mi sono trovata!»
G: «Prima dell’arrivo di Renata ho affrontato un anno difficile. Fortunatamente c’erano le ragazze e Mario… Poi è arrivata lei e mi sono sentita bene. Mio figlio si stupisce ogni volta perché a casa ero una persona cupa, che non parlava mai. Ora invece…»

– Quali sono i vostri argomenti di conversazione?

G: «Parliamo del passato e degli affari di casa, ma anche di ciò che accade qui e delle notizie su che leggo sul giornale.»
R: «Eh già, legge lei perché io vedo solo le figure…»
G:«Dice così, ma in realtà non mi vede nemmeno!» (ride)
R: «Con lei mi sono aperta tanto. Nell’Istituto in cui ero ricoverata precedentemente c’era una signora al tavolo con me con cui “dialogavo”… sì, insomma, lei mi versava l’acqua viste le mie difficoltà a muovere il braccio e io la ringraziavo.»
R: «Pensa un po’, le voglio così poco bene che finirò a dormire in camera con lei!» (ride)
G: «Così se russa le posso tirare una ciabatta… Perché sai, io son della Germania, mentre lei è russa!!» (ride)

– Come vi piace trascorrere le vostre giornate?
G: «Ci alziamo, ci laviamo, facciamo colazione, ci occupiamo di piccoli lavoretti proposti dal personale e poi ci spostiamo in un angolo del reparto da cui possiamo guardare la gente di Busto Arsizio fare le sue commissioni; il mercoledì pomeriggio c’è la Messa e ogni tanto vado alle feste.»

– Cosa vorreste fare di particolare insieme?
R: «Vorremmo tornare a Lourdes!»
G: «Siamo state proprio bene! A tavola e in giro non eravamo mai vicine, quindi parlavamo con altre persone.
Ci siamo confrontate sulla nostra avventura solo quando siamo tornate a casa.»

– Quale ricordo di Lourdes portate nel cuore? Cosa vi ha colpite maggiormente?»
G: «Ah, io mi sono emozionata tanto quando ci siamo recati alla grotta della Madonna e mi sono passata il fazzoletto umido sul viso.»
R: «Ho visto tanta sofferenza, noi tutti siamo dei privilegiati!»
G «Sì, siamo proprio fortunate!»